Dal 4 al 13 luglio 2025 torna Santarcangelo Festival, con un programma davvero interessante, per qualità e temi proposti; tanti anche gli artisti internazionali in programma. Fil rouge di questa edizione: not yet, una consapevole celebrazione del dissenso e della resistenza contro narrazioni storiche e politiche chiuse, che cercano di definire il possibile come già deciso. not yet una espressione non di rassegnazione, ma al contrario un atto di speranza e immaginazione politica. Ricorda che il presente non è definitivo e che l’incertezza, sebbene inquietante, può anche essere uno spazio per la creazione di una nuova realtà. Da non perdere.
Un manifesto politico potentissimo, scritto dal direttore artistico Tomasz Kireńczuk (qui per intero), accompagna la presentazione dell'edizione n. 55 di Santarcangelo, e non è un caso se tutti gli artisti in programma a luglio, abbiano nelle loro corde temi molto forti, che porteranno in scena con sensibilità e modi diversi.
Si comincia il 4 luglio 2025 (con repliche anche il 5 e il 6) con l’artista marocchina multidisciplinare Kenza Berrada che lavora da anni a un linguaggio che unisce corpo, spazio e memoria, esplorando i confini tra realtà e metamorfosi. A Santarcangelo presenta BOUJLOUD (man of skins), ed è attualmente al lavoro alla sua prossima pièce Paradis plage (une vie comme dans du miel) per il National Theater of Strasbourg che debutterà a settembre 2026.
Sempre il 4 luglio (con replica anche il 5) ci sarà l'artista franco-svizzera Maud Blandel con L’oeil nu.
Si dice che una stella inizi a morire quando, esaurite le sue riserve di idrogeno, non riesce più a mantenere uno stato di equilibrio. Inizia così una lunga fase di degenerazione che, a seconda della grandezza della stella, porterà al collasso del suo nucleo o a una violenta esplosione. In questa creazione, la coreografa associa il fenomeno astrofisico delle pulsar al ricordo tragico dell’esplosione del cuore di suo padre.
Il 5 luglio (con replica il 6) temporale {a lesbian tragedy} di Silvia Calderoni e Ilenia Caleo.
La realtà è rotta. Corpi che si accasciano, vanno a pezzi, tremolanti, umori condensati, presenze gelatinose e appiccicose che creano continui glitch, disturbi-turbamenti-perturbazioni. “temporale”: a proposito del tempo, storico o cronologico; nella meteorologia indica un tempo cattivo, una perturbazione atmosferica violenta. La drammaturgia si compone di meteorologie, di stati affettivi che attivano cambi climatici e viceversa, di atmosfere intese come sentimenti spazializzati. Una via dopo l’altra, si susseguono le backrooms, ambienti saturi di colore giallo, moquette umida, carta da parati e luci al neon intermittenti – una narrazione collettiva e aperta generata dall^ utenti della rete. In queste stanze gialle ripetute all’infinito, che si estendono per seicento milioni di miglia quadrate, qualcosa è accaduto, ma non sappiamo cosa. Si avverte un pungente senso di spaesamento, di non-familiare, come entrare nel retro del mondo.
Vi segnaliamo inoltre, l’11 luglio alle ore 21 Alessandro Sciarroni con U. (un canto), una performance musicale, un concerto, la cui drammaturgia, curata dallo stesso Alessandro Sciarroni con Aurora Bauzà e Pere Jou, è costituita da canti corali tratti dal repertorio italiano composti tra il 1968 e il 2019 da Renzo Bertoldo, Piercarlo Gatti, Bepi de Marzi, Angelo Mazza e Giorgio Susana.
Sempre l’11 luglio (con replica il 12) Alex Baczyński-Jenkins (artista e coreografo polacco, co-fondatore del collettivo femminista e queer Kem di Varsavia) presenterà il suo ultimo lavoro Malign Junction (Goodbye, Berlin). La coreografia è dedicata al tema della finitudine e riflette su concetti come la cattura, la rottura di una promessa, la perdita e il movimento in relazione al potere, in un momento storico profondamente disorientante. La scena è al tempo stesso un palcoscenico, uno strano meccanismo di intrappolamento, un paesaggio interiore frammentato, un club, una sala d’attesa.
E ancora l’11 luglio, (con repliche anche il 12 e il 13) la bravissima danzatrice e coreografa svizzera Alina Arshi (già vista nella performance Sane Satan, in coppia con Teresa Vittucci) presenta Entepfuhl in cui si esplora il senso di smarrimento e l’esperienza di sentirsi inevitabilmente fuori posto mentre si naviga attraverso contesti culturali, sociali e linguistici in continua evoluzione; alla ricerca impossibile di un luogo a cui appartenere, di una casa che potrebbe non esistere più.
Chiuderà questa edizione il 13 luglio la coreografa e performer canadese Clara Furey che porterà sul palcoscenico l’immensità di un mare interiore: con UNARMOURED. Furey esplora l’infinito come emozione trasformativa e ridefinisce l’erotismo, liberandolo dalla sessualità convenzionale e dalle proiezioni sociali per condurlo in una dimensione astratta, fluida e universale. In un’esplorazione artistica che risveglia desideri sopiti, i performer vibrano al ritmo di onde di luce e suono in una composizione immersiva creata dal musicista Tomas Furey. Il collettivo di performer queer porta in scena frammenti delle proprie storie e percorsi di guarigione, rendendo visibili le nozioni di cura ed empatia in un’esperienza che supera i confini dell’individualità.
Il 13 luglio alle ore 11, vi segnaliamo inoltre la proiezione del film di Kamal Aljafari, A Fidai Film.
L’evento è a cura di Rimini con Gaza, collettivo attivo nella città di Rimini e provincia dall’inizio del genocidio nella Striscia. Il collettivo si impegna per la giustizia in Palestina e sostiene la liberazione del popolo palestinese attraverso eventi culturali e mobilitazioni. Al termine della proiezione, il collettivo dialogherà con Flavia Mazzarino, produttrice del film, e organizzerà una merenda / aperitivo con piatti tipici della tradizione araba e palestinese. L’intero ricavato sarà destinato a sostenere i progetti che Rimini con Gaza supporta in Palestina: Women Support Centre (Nablus), Creative Cultural Centre (Jenin) ed Emergenza Gaza.
Kamal Aljafari è un regista e artista palestinese. I suoi film sono stati presentati in importanti festival e musei, tra cui Locarno, Londra, la Viennale e la 35ª Biennale di San Paolo. Ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti da FIDMarseille, Pesaro Film Festival e Visions du Réel.
Per il programma completo della manifestazione: