L’artista brasilianə Catol Texeira è andatə in scena con ODE (rompere lo spazio con una risata fragorosa d’una caduta continua tra quello che è stato e quello che sarà) al Théâtre de Vidy di Losanna dal 15 al 24 maggio scorso. L’artista conferma talento e originalità.
Di solito si premia una vittoria, ci si interessa ad un progetto riuscito, ad un compito terminato, a qualcosa che è finito, tiriamo le somme, insomma, di quello che abbiamo fatto, nel bene e nel male.
Catol Teixeira, che avevamo già apprezzato moltissimo ad Avignone con il suo Clashes Licking, poi coreografə e interprete de La peau entre les doigts (2023), e Arrebentação - zona de derrama last chapter (2024) nella sua ultima coreografia, Ode, scava intorno alle rotture, agli strappi, alle trasformazioni, e omaggia quello che non c’è stato e quello che non ci sarà mai veramente. Concetto interessante, quello dell’ode dedicata all’incompiuto.
L’intento della performance è dunque di raccontare quello che resta nel corpo dopo uno spostamento o un ri-orientamento, così che ogni gesto diventa una partenza e/o un residuo, che lascia dietro di sé, inevitabilmente, delle tracce. Ed è su queste tracce che l’artista lavora durante la performance, tracce che possono essere indelebili e tracce che solo il corpo riconosce.
Ode è una performance di 50 minuti che esplode già nella sua fase iniziale, con una intensità davvero apprezzabile e con una originalità a cui l’artista brasilianə ci ha già abituato. Molto bello dunque l’inizio in cui Teixeira si presenta, un po’, nel ruolo del bullo di quartiere, e poi via via la performance segue il ritmo del racconto, spesso con un interessante movimento circolare intorno al pubblico, con parti più convincenti e potenti di altre, tutte però accompagnate, narrate ed enfatizzate benissimo dalle musiche (Mbé e Luisa Lemgruber), davvero il punto forte di Ode e, ma solo in certi momenti, anche dalle luci curate e suggestive (Catol Teixeira, Gautier Teuscher). Bella anche la parte in cui l’artista brasilianə si esibisce con il tessuto, sebbene anticipata e, in parte seguita, da momenti scenici forse un po’ troppo didascalici, come di preparazione al, o di fine di un qualcosa, che si comprende meno.
Artista da seguire, per le potenzialità ancora da esplorare, e performance da vedere per qualità ed intensità.
concezione, coreografia, performance Catol Teixeira
conversazione artistica con la poetessa Gabriela Perigo
musiche Mbé, Luisa Lemgruber
tessuto Barbara Tavares, Catol Teixeira
luci Catol Teixeira, Gautier Teuscher
costumi Auguste de Boursetty
amministrazione e produzione Rabea Grand
diffusione Jérome Pique
residenza Espaço do tempo (POR)
con l’aiuto di SIS - Fondation suisse des artistes interprètes
co-produzione Théâtre de Vidy-Lausanne (CH)
Catol Teixeira
«Ces dernières années, j'ai visité trop de lieux, de maisons, de langues. Et pourtant, je reviens toujours à la danse, je revisite les images, les sensations… je me souviens de vous.»
«Quelque chose se passe – la danse est toujours là, un lieu d'appartenance, un lieu où entrer. Si quelque chose est cassé, cela peut mériter une larme sincère et un rire bruyant».