Sane Satan è andato in scena dal 14 al 16 marzo scorso all’Arsenic di Losanna. Una rivisitazione originale, tra provocazione e ironia, della figura di Satana, quella proposta nell'ultima e convincente performance dell'artista nata a Vienna e residente a Zurigo.
Sane Satan è la terza parte della trilogia ideata da Teresa Vittucci, In Praise of Vulnerability; la prima parte Hate Me, Tender rivisitava la figura della Vergine Maria, in Doom era Eva sotto i riflettori, nel terzo capitolo invece è oggetto di attenzione Satana, con l’obiettivo di proporre una versione ludica del racconto del male. Obiettivo ambizioso in quanto Vittucci propone una rilettura queer-femminista di Satana, paladino, in qualche modo, o alleato potenziale, di tutte le persone in condizioni sfavorevoli o escluse e/o oppresse dalla società per la loro diversità. L’intento è insomma di raccontare un satana come figura emancipatrice e sovversiva. Obiettivo non da poco.
Sane Satan è una performance dall'inizio assai intrigante, grazie alla scenografia – perfetta –, alle musiche e alle luci – perfette –, e all'azione scenica di Alina Arshi e poi della stessa Teresa Vittucci (bravissime entrambe), in un incalzare di drammaticità che poi si trasformerà in dialoghi comici, assurdi e ironici. Vittucci e Arshi dialogano attraverso il loro corpo, attraverso l'espressività dei volti e della voce e, quello che può sembrare in scena osceno – il sesso femminile?– è in realtà provocazione e soprattutto lotta e contestazione, in nome della diversità e della libertà. Satana non è più un tabù, le categorie bene e male sono distrutte, così come tutti i concetti morali che hanno ingrassato da secoli questo binomio.
Bellissima performance, curata in ogni dettaglio. Vittucci mostra di avere esperienza oltre che grande talento naturale per la scena. Ottima anche l'intesa con Alina Arshi dall'inizio alla fine. Sane Satan, disturba e inquieta, poi fa ridere ma resta un "gioco" terribilmente serio.
Sane Satan
performance e danza, in lingua inglese
concezione, regia e testo Teresa Vittucci
performance Alina Arshi e Teresa Vittucci
drammaturgia, testo e video Benjamin Egger
assistenza per il testo Melanie Jame Wolf
aiuto alla drammaturgia Lea Moro
stage disegno luci Anna Wohlgemuth
disegno luci e direzione tecnica Anahí Pérez
coreografia Emma Bertuchoz e Emmeliin Chemouny
ideatore Gabriel Schneider
musiche Gil Schneider
costumi David Lammstrand
produzione Diana Paiva / high expectations
diffusione Jérôme Pique
amministrazione Karin Erdmann
prodotto da OH DEAR! Zürich
co-prodotto da Internationales Sommerfestival Kampnagel, Arsenic – Contemporary Performing Arts Center Lausanne, Tanzhaus Zürich, Charleroi danse DCCN, La briqueterie CDCN du Val-de-Marne, Théâtre Saint-Gervais Genève, Dampfzentrale Bern.
Bio Teresa Vittucci
nata a Vienna nel 1985, ha frequentato il Conservatorio della stessa città, la Ailey School di New York, la Salzburg Experimental Academy of Dance (SEAD) e ha completato un master in Expanded Theater alla Hochschule der Künste (HKB) di Berna. Coreografa e danzatrice, vive e lavora a Zurigo e realizza opere da solista come «Unleash» (2012), «Lunchtime» (2015) o «All Eyes On» (2017), quest’ultima presentata agli Swiss Dance Days 2019 di Losanna. Insieme a Claire Vivianne Sobottke e Michael Turinsky ha ideato «We Bodies» (2019), che affronta la tematica del corpo e dei suoi connotati, come donna, uomo, grasso, disabile o bello. Ha lavorato anche con Nils Amadeus Lange in «U Betta Cry» (2013), con Marie-Caroline Hominal in «Taxi-Dancers» (2016) e collabora regolarmente con Simone Aughterlony. Nella stagione 2014/15 è stata ingaggiata come attrice allo Staatstheater di Magonza e nel 2018 è stata premiata con un riconoscimento della Città di Zurigo come performer eccezionale. Nella stagione 2019/20 Teresa Vittucci è giovane artista associata (Young Associate Artist, YAA!) alla Tanzhaus Zürich.
Alina Arshi è una giovane artista, vive a Losanna. Ha ottenuto il suo Bachelor en Contemporary Dance a La Manufacture nel 2023.