Lacrima è andato in scena dal 3 al 10 ottobre scorso alla Comédie di Ginevra, inserito in un cartellone stagione 25-26 davvero molto interessante. Pubblico commosso e in piedi.
Caroline Guiela Nguyen l’avevamo già apprezzata moltissimo ad Avignone nel 2021 a La Fabrica con lo spettacolo Fraternité, Conte fantastique (leggi qui), e il suo stile, una bella storia da ascoltare dall’inizio alla fine, recitazione intensa e tanto pathos, lo abbiamo ritrovato anche in Lacrima, l’ultima sua creazione teatrale, presentata ad Avignone nel 2024 e ora in tournée.
La cifra stilistica di Caroline Guiela Nguyen è uno spettacolo ibrido, una serie televisiva in live, ma anche cinema e teatro allo stesso tempo, con gli attori sul palcoscenico e video alla spalle. Un modo di fare teatro che tanti registi ormai utilizzano regolarmente in scena e che Caroline Guiela Nguyen usa, a mio avviso, in modo diverso, tutto suo, con grande sicurezza artistica, dando alla pièce un ritmo forsennato (da serie televisiva per l’appunto), senza nulla togliere alla bellezza del racconto e della recitazione, anzi. E in questa costruzione ibrida, la regista in Lacrima mescola lingue (francese, inglese, tamoul) finzione e realtà, intimo e collettivo, con grande maestria.
In Lacrima siamo dentro ad un raffinato e importante atelier di moda di Parigi gestito dalla determinata Cristine. L’atelier è stato scelto per creare l’abito da sposa della principessa d’Inghilterra e l’evento, unico e irripetibile, per tutto il gruppo di lavoro non mancherà di creare gioie - probabili soddisfazioni professionali e visibilità in tutto il mondo - e inevitabili dolori - stress e paura di non farcela -. Lo spettacolo evidenzia, e ancora una volta lo si fa in contesto artistico, tutte le contraddizioni del mondo del lavoro occidentale: la creazione di un abito da sposa da sogno, con rifiniture costosissime e lussuose, che sarà guardato da tutti i popoli del mondo, verrà realizzato per le parti decorative in un atelier di ricamo a Mumbai, nel quale lavora un solo artigiano, l’unico capace di realizzare simili ricami e di sacrificare la sua vita - intesa come vita privata ma anche come salute - per terminare il lavoro rispettando le scadenze.
Tra modernità e tradizione, da un lato l’esperto di moda che ottiene la preziosa commessa a Londra, dall’altra le ricamatrici di Alençon, le uniche a saper fare certe trame di ricami nei vestiti, Lacrima scava e dialoga tra queste tensioni ideologiche: il lusso e la schiavitù, il successo e la malattia, e in ultimo, ma non per importanza, l’amore e la gelosia, il rapporto difficile di Cristine con il marito, un dipendente dell’atelier.
Spettacolo curato in tutti i dettagli, belle le luci, le scenografie, belli i video, i costumi, i dialoghi e di conseguenza il testo Lacrima di Caroline Guiela Nguyen (pubblicato per le éditions Actes Sud).
Pubblico commosso e in piedi per un finale molto, molto, emozionante.
Lacrima
testo e regia Caroline Guiela Nguyen
con Dan Artus in alternanza con Eric Caruso, Dinah Bellity, Natasha Cashman, Anaele Jan Kerguistel, Maud Le Grevellec, Liliane Lipau, Nanii, Rajarajeswari Parisot, Charles Vinoth Irudhayaraj, Vasanth Selvam
in video Nadia Bourgeois, Charles Schera, Fleur Sulmont
voci di Louise Marcia Blévins, Béatrice Dedieu, David Geselson, Jessica Savage-Hanford, Maya S Krishnan
traduzione in LSF, inglese, tamoul Nadia Bourgeois, Carl Holland, Rajarajeswari Parisot
collaborazione artistica Paola Secret
scenografie Alice Duchange
costumi Benjamin Moreau
luci Mathilde Chamoux, Jérémie Papin
suono Antoine Richard in collaborazione con Thibaut Farineau
musiche originali Jean-Baptiste Cognet, Teddy Gauliat-Pitois, Antoine Richard
video Jérémie Scheidler
regia generale Stéphane Descombes, Xavier Lazarini
assistente alla drammaturgia Hugo Soubise
musiche registrate Quatuor Adastra – quatuor à cordes
regia scena Fabrice Henches
regia suono Julien Feryn, Lola Etiève
regia video Philippe Suss
regia luci Valérie Marti
assistente alla regia Julien Fisera
produzione Théâtre national de Strasbourg
coproduzione Festival TransAmériques (Canada) ; La Comédie - Centre dramatique national de Reims, Points communs — Nouvelle scène nationale de Cergy-Pontoise, Théâtres de la Ville du Luxembourg, Centro Dramático Nacional de Madrid (Espagne), Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa (Italia), Wiener Festwochen | Freie Republik Wien (Autriche), Théâtre national de Bretagne, Centre dramatique national, Festival d’Avignon, Les Hommes Approximatifs