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Dal 14 al 16 febbraio 2025 si svolgerà, al Teatro Franco Parenti e a il Cinemino di Milano, l'undicesima edizione del più grande festival italiano interamente dedicato alla cultura del Nord Europa. Ideato e organizzato dalla casa editrice Iperborea, per l'occasione sono attesi a Milano: Niviaq Korneliussen, Björn Larsson, Malacky Tallack, Andri Snær Magnason, Arndís Thorarinsdóttir, Elisabeth Åsbrink, Ann-Helén Laestadius, Daniel Frost.

Oltre ai numerosi incontri con scrittrici e scrittori stranieri conosciuti e tradotti in tutto il mondo, sono previsti laboratori di lingue, proiezioni di film, un workshop di scrittura, approfondimenti di attualità sul mondo nordico, una performance teatrale, incontri e letture dedicati alla letteratura per l’infanzia, il tradizionale brunch del fine settimana e una mostra fotografica.

La serata di apertura, venerdì 14 febbraio alle 18.30, sarà con Niviaq Korneliussen, scrittrice e attivista groenlandese che dialogherà con Vincenzo Latronico su La valle dei fiori, Iperborea 2023 (qui articolo su Caos Cultura), primo romanzo groenlandese a vincere il Premio del Consiglio Nordico, un'opera di potente poesia che va dritto al cuore del dibattito odierno sull'identità e dà voce ai giovani inuit del XXI secolo, cresciuti in una società di matrice coloniale e smarriti ai margini dell’Occidente globalizzato.

Sabato 15 febbraio alle 12.15, si ripartirà a caccia di elfi con Silvia Cosimini, traduttrice del Libro segreto degli elfi d’Islanda (Iperborea 2024) di Hjörleifur Hjartarson e Rán Flygenring. Con qualche breve cenno storico si risalirà alle origini di queste nobili figure del folklore islandese, talvolta buone e generose, altre volte pericolose e vendicative, eccentriche e spesso eccessive, con alcune testimonianze visive se ne scoprirà l’aspetto esteriore, cercando di capire dove si nascondono e la loro natura.

Alle 14, Björn Larsson presenterà, in dialogo con Federico Baccomo, il suo nuovo libro, Filosofia minima del pendolare (Iperborea 2025), un libro divertente e inaspettato nel quale il pluripremiato scrittore svedese rende conto di un’esistenza nomade e vagabonda a bordo di una barca, ma anche quarant’anni di sfiancante pendolarismo. Un ritorno ai suoi temi classici, come il viaggio, lo sradicamento e il bisogno di libertà, dal mondo romanzesco dei mari a quello quotidiano e urbano del trasporto pubblico.

Alle 16.30 lo scrittore, poeta e attivista islandese Andri Snær Magnason con la sua nuova raccolta di racconti La pietra del gigante (Iperborea 2024), in conversazione con Laura Pezzino parlerà dell’Islanda di oggi, non solo terra di ghiacciai e lava, casette in legno e lande sconfinate, ma soprattutto terra di contraddizioni, in bilico tra un passato di ristrettezze, un presente ricco e un futuro incerto, minacciato dal cambiamento climatico, dalle derive del capitalismo e dall’incertezza geopolitica. Un paese in crisi, collettiva e personale, che sembra cercare il suo approdo nella letteratura, nell’amore e nelle piccole cose.

Sarà poi la volta del traduttore Fulvio Ferrari che alle 18 si confronterà con Lo Dagerman, figlia di Stig Dagerman, sulla figura e l’eredità letteraria del padre, autore di culto della letteratura svedese del Novecento, sperimentatore e innovatore, sempre impegnato nel cercare risposte alle grandi questioni dell'esperienza umana e nell’esortare la letteratura a «mostrare il significato della libertà», a scuotere le coscienze per riscattare l’uomo e i suoi valori fondamentali: l’uguaglianza, la difesa dei deboli, la solidarietà. Sarà l’occasione per presentare la raccolta di racconti appena uscita in libreria dal titolo L’uomo che non voleva piangere (Iperborea 2025), che si interroga in modo vivido, quasi violento, sulle grandi questioni dell’esistenza, in particolare sul senso della sofferenza e sulla costante ricerca di un amore tanto necessario quanto irraggiungibile.

Domenica 16 febbraio alle 11 incontro con i traduttori Bruno Berni e Andrea Romanzi intorno al libro A nord di Thule di Knud Rasmussen (Iperborea 2025), pioniere dell'etnografia artica, un uomo che ha dedicato la sua vita a preservare la memoria di culture millenarie, la cui Spedizione Thule e i diari rappresentano una testimonianza unica dell'Artico e delle sue popolazioni, e continuano a essere una fonte di ispirazione per studiosi e avventurieri di tutto il mondo. Attraverso mappe e immagini d’epoca, si ripercorrerà la storia del legame tra la Danimarca e il mondo artico, alla scoperta del mondo inuit, attraverso le spedizioni di Rasmussen e le testimonianze della cultura della Groenlandia che proprio grazie alla figura del grande esploratore ha trovato nella lingua danese un canale privilegiato di divulgazione.

Alle 12.15 Elisabeth Åsbrink presenterà con Federica Manzon il suo ultimo libro Il mio grande, bellissimo odio (Iperborea 2025), magistrale ritratto di Victoria Benedictsson, personaggio centrale della letteratura nordica del XIX secolo, una scrittrice e intellettuale fuori dal comune. Esclusa dall’istruzione superiore in quanto donna, moglie di un funzionario postale di una piccola città del sud della Svezia e madre di sei figli, da autodidatta arrivò a frequentare le principali icone culturali del suo tempo e con uno pseudonimo maschile ottenne il successo letterario firmando romanzi, racconti e opere teatrali. Dalla vita voleva tutto – amore, amicizia, successo, stabilità economica, scambi intellettuali, intimità, libertà e soprattutto verità – e in un’epoca in cui alle donne erano negati molti diritti se li conquistò uno dopo l’altro pagandoli con il dolore e la solitudine, che culminarono in un suicidio a soli trentotto anni. 

Infine, alle 14 Ann-Helén Laestadius, scrittrice e giornalista di origine sami, dialogherà con Irene Soave del suo ultimo libro La ragazza delle renne (Marsilio 2024), romanzo di formazione e canto d’amore per una società che sta scomparendo, tradotto in tutto il mondo e diventato un film di successo per Netflix, dove l’autrice mette a nudo le tensioni che sorgono quando la modernità si scontra con una cultura tradizionale e con strutture patriarcali profondamente radicate, mentre la xenofobia è in aumento e i cambiamenti climatici mettono a repentaglio la sopravvivenza di un popolo che custodisce una sempre più fragile eredità indigena.

Vi segnaliamo inoltre: domenica 16 febbraio alle 15 è in programma un incontro realizzato in collaborazione con il Post dedicato alla regione contesa e dibattuta della Groenlandia, che tra cambiamento climatico, scioglimento dei ghiacci e conseguente apertura di nuove rotte marittime e accesso a preziosissime risorse minerarie, sta vivendo un interesse crescente delle grandi potenze mondiali. Parteciperanno il giornalista del Post Luca Misculin e Niviaq Korneliussen.

Un evento speciale di questa edizione sarà un workshop di scrittura in collaborazione con la scuola Belleville. Sabato 15 febbraio dalle 11 alle 13 e dalle 14.30 alle 16.30 insieme a Giorgio Fontana si andrà alla scoperta di Stig Dagerman, dal fascino dei suoi personaggi alla profondità dei temi e degli intenti, passando per la bruciante onestà intellettuale che si percepisce in ogni sua riga.

Ad accompagnare le giornate del festival anche una mostra fotografica di Piergiorgio Casotti, Uppa, nata dai dieci anni che l’artista ha trascorso nella Groenlandia dell’Est. Non sarà solo un canonico reportage di esplorazione del grande Nord, ma la ricomposizione di memorie e diari di viaggi scritti in prima persona, di riflessioni, interviste e analisi che cercano di ritrarre un quadro umano, storico e sociale di quella terra ammaliante e spietata.

Per il programma completo: https://iboreali.it/2025/programma-milano/